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L'uomo del Giappone suona il Giezz


Lo scorso week-end l'ho passato tra le ridenti colline di Arezzo. Anzi, proprio sopra una di queste colline, precisamente nel parco della Facoltà di Lettere e Filosofia, più precisamente in una tenda a pochi metri dal palco del WakeUp Stage. Per chi c'è stato, quest'anno o in passato, non è difficile intuire di cosa diavolo sto parlando: ArezzoWave. Il primo festival(e forse l'unico festival, nel senso di manifestazione-policulturale-dipiùgiorni-senza-sponsor-birraiolo-e-biglietto-billionario) di musica rogherò in Italia, arrivato alla ventesima edizione e che vanta ormai una lunghissima tradizione nello scoprire nuovi talenti. Per dirne una, chi si inculava Ben Harper nel '95? Ecco, ad Arezzo c'era.
Però non sono qui per tessere le lodi del Festival, per dirvi dei concerti a tutte le ore con bands quasi sempre di altissimo livello, della città tutta che si mobilita in quella settimana dell'anno con manifestazioni piccole e grandi che fanno da contorno all'evento;
non vi dirò della mostra di Diabolik, dei laboratori teatrali e dell'imancabile Marco Travaglio che ormai vedo più di mia madre.
E non vi sollazzerò nemmeno con l'aneddeto della sveglia che ci hanno dato i Carabinieri alle otto del mattino per una simpaticissima perquisa (li possino...).
No.
Oggi sono qui per parlarvi della performance più sfigata della stagione: quella dei SOIL & PIMP SESSIONS!
I signori di cui sopra sono una band giapponese (ebbene si, non si vive di soli Pizzicato Five!) che propone un jazz skizofrenico e molto divertente, complice anche una bravura tecnica strumentale fuori dal comune. Ora vi starete chiedendo perchè li ho definiti sfigati. La loro sfiga è stata nell'esibirsi come penultimo gruppo della rassegna, subito prima di Gianna Nannini.
Immaginate lo stadio pieno di gente che vuole solo urlare Notti Maggiche, ok magari non solo quella, del resto ammetto che la Nannini ha molto più talento di tante celebrate glorie della nostra musica pop, ma tant'è. Ecco immaginate la massa italica di ascendente vascorossiano a confronto con una questa band giappojazzista: praticamente una scimmia davanti ad un sudoku!
E così, invece di scaldarsi magari ballando un po' prima del tanto agognato main event, ecco scattare gli urlazzi scomposti, i buuuu ingiustificati, mentre il nostro povero frontman del sollevante tenta con tutto il cuore di coinvolgere l'audience becera più che mai.
Bordone poco tempo fa ipotizzava una nuova era un po' meno provinciale per la nostra italietta. Partendo dal fatto che ad ArezzoWave non ci vanno proprio i tamarri duri e puri, che ne so, di Buffon con la bandana non ne ho visti. MA se anche in questo tipo di ambiente, dove la scoperta del nuovo, dell'innovativo dovrebbe farla da padrone, ecco se nemmeno in queste occasioni riusciamo a svincolarci da quello strato grigio di pressapochismo che guida i nostri giudizi, siamo messi proprio maluccio.
Io per non sbagliarmi mi stappo una italica Birra Moretti e mi metto su il disco dei SOIL & PIMP SESSIONS: una botte al cerchio e...